Chi Siamo

Mission

La nuova RSA (Residenza Sanitaria Assistita) – San Giuseppe di Acquapendente, nasce dall’evoluzione della omonima Casa di Riposo, da sempre inserita nel nostro territorio quale istituzione fondamentale.

La RSA, a differenza della classica Casa di Riposo, è destinata ad ospitare soggetti fragili non più autosufficienti, che necessitano di una costante assistenza infermieristica e/o riabilitativa: si tratta di una struttura socio-sanitaria.

Il personale è presente 24 ore su 24, ed è specificamente formato per assicurare la sicurezza sanitaria e il benessere degli ospiti.

È fondamentale garantire quanto più possibile salute, dignitàserenità ai nostri ospiti: riabilitazione motoria e terapia occupazionale, sono volte a mantenere attive la mente e la creatività.

In periodi pre COVID-19, la RSA San Giuseppe ha inteso essere attore attivo all’interno delle politiche dei Servizi Sociali del Comune di Acquapendente e della Regione Lazio, agendo come luogo di condivisione, di formazione delle esperienze, delle storie di vita, delle professionalità presenti nella struttura così come nel territorio.

Importante è anche il coinvolgimento delle famiglie e la partecipazione alla vita attiva del territorio, che secondo la nostra filosofia, ed in base alla passata esperienza maturata quale Casa di Riposo, rappresenta il miglior antidoto contro l’isolamento e la chiusura delle strutture residenziali.

Non appena sarà possibile, pandemia permettendo, infatti, all’interno della struttura saranno inserite attività che “includano” le famiglie e le realtà territoriali.

Sicurezza

Tutti gli ospiti della RSA San Giuseppe hanno completato il ciclo vaccinale anti COVID-19.

È importante sottolineare come ad oggi non sia stato riscontrato alcun caso di contagio all’interno della struttura.

Il lavaggio, la sanificazione e controllo, sia della biancheria sanitaria che degli indumenti personali degli Ospiti, è delegato al Responsabile Lavanderia, mentre la sistemazione degli indumenti, la loro catalogazione e consegna agli Ospiti, è delegata al Responsabile Guardaroba.

Prospettive future

Occorre ripensare le residenze socio-sanitarie per anziani: queste istituzioni non devono essere «contenitori» vuoti, ma spazi vitali.

Nel corso della pandemia le RSA sono state purtroppo al centro dell’attenzione per la considerevole quantità di decessi e spesso per la loro inadeguata protezione delle persone anziane.

Occorre tenere sempre presente che molti anziani fragili possono vivere solo perché qualcuno si prende cura di loro in modo stabile e puntuale, in virtù di specifiche competenze, come avviene nelle RSA.

Ad oggi l’età media dei residenti è oltre gli 87 anni: le funzioni cognitive quindi sono spesso affievolite e moltissimi presentano una notevole riduzione dell’autosufficienza. La condizione di salute è precaria, a causa della coesistenza di molteplici patologie, e spesso insorge una sensazione di solitudine con esigenze di vario livello, che richiedono risposte a vari gradi di intensità, in un ambito di  professionale consapevolezza.

Una società sana non può rinunciare alla tutela delle RSA.

La Rsa deve essere «un mondo vivo», dove le persone devono poter avere nuove esperienze e  ridurre lo stato di fragilità o comunque essere sempre assistite nel loro percorso di vita, e questo si raggiunge avvalendosi del lavoro di persone qualificate, sempre  nel rispetto della legge e delle linee guida  erogate in materia.

I familiari devono sentire di appartenere a una comunità attiva ed essere espressione di un legame tra persone, che spesso nella loro residenza, non riescono ad instaurare.

Gli stessi ospiti sentono, anche se spesso senza rendersene conto, di far parte di una comunità viva, dove si cerca di superare la solitudine e migliorare la qualità della vita.

La nostra RSA è un mondo vitale, un luogo di appartenenza ad una comunità che si prende cura dei più fragili.

Questo è l’intento alla base della nostra organizzazione, sempre attenta alle relazioni nella società, mantenendo nel territorio un ruolo ed un suo spazio, che si giova di elevate capacità e competenze professionali lo stesso intento che profonde generosità e sensibilità alle persone più delicate.

Governance

La RSA opera in virtù dell’accreditamento della Regione Lazio sancito con deliberazione della Giunta regionale del Lazio n°94 del 23/02/21.

La Residenza Sanitaria assistita è gestita con una concessione pubblica previa aggiudicazione di una gara europea. Il concessionario è la società di scopo: San Giuseppe SRL ed il signor Fabrizio Canestri è amministratore della stessa con sede in Roma Via Anagnina, 461 Piva 14466021004.

La direzione sanitaria è affidata al responsabile sanitario Dott. Remo Brenci. Il coordinamento amministrativo è affidato al sign. Giuseppe Magistri, coadiuvato dalla dott. Monica Putano Alias Bisti.

La vigilanza sanitaria è di competenza della Asl Viterbo e della Regione Lazio.  

La dotazione di personale è prevista dal DCA della Regione Lazio n. 99/2012 e dai LEA nazionali (livelli essenziali di assistenza) in conformità anche alla legge 161/2014.

La struttura pertanto ha una valenza pubblica essendo stata a suo tempo finanziata dall’art.20 legge 67/88 su un immobile di proprietà regionale e fa parte del sistema sanitario regionale, rientrando inoltre nel percorso istituzionale di cui alla deliberazione regionale  n.624 del 5.10.2021.